O ci chiedi o ci chiudi. Qualche tempo fa, un membro del Comitato nazionale di bioetica ha coniato questo slogan, per dire che così com'era il ventennale organismo consultivo della Presidenza del Consiglio non serviva a nulla. La politica non lo interpellava sulle questioni rilevanti e non si era curata nemmeno di sostituire i membri dimissionari. Ora leggiamo sul Corriere della sera che nessuno ha avvisato il Cnb dell'incombente data di scadenza. Cosicché tra le due opzioni - chiedere o chiudere - si è realizzata la seconda.
L'ultima seduta era fissata per luglio e c'erano gruppi ancora al lavoro per la stesura di alcuni pareri, ma nessuno dei membri si era reso conto che un decreto del 2007 ne sanciva la chiusura prematura, causa "riordino degli organismi operanti presso la presidenza del Consiglio". Aperta parentesi: ma com'è possibile che il Cnb, con tutti i suoi giuristi, non sia stato in grado di capire gli effetti del decreto? E' il Presidente del comitato, Francesco Paolo Casavola, che il 5 maggio informa i membri spedendo a tutti la stessa email di benservito: i termini sono scaduti ieri, tante grazie a tutti. Una brutta fine per un brutto comitato, che ha indignato giustamente i diretti interessati ma potrebbe essere considerata anche alla stregua di una liberazione. Scandalizzato è Demetrio Neri, nominato più volte al Cnb per dare voce alla bioetica laica. Pur riconoscendo la stato di crisi dell'organismo, non si sarebbe aspettato un simile epilogo, che suona come un schiaffo. Anche perché inserendo il Cnb nel decreto per lo snellimento degli enti firmato dal ministro Brunetta, si risparmia ben poco. I 35 membri - 33 dopo le dimissioni di Elena Cattaneo e Gilberto Corbellini - ricevevano soltanto un rimborso spese con buoni pasto da 30 euro e 50 centesimi. "Soldi ben risparmiati, peccato che siano pochi", ribatte Corbellini, che ha lasciato il Cnb in polemica con la presidenza Casavola e ora ne saluta la fine senza rimpianti. In fondo "i suoi pareri erano mediamente poco interessanti e il legislatore non ne ha mai tenuto conto". Per Cinzia Caporale i nodi sono venuti al pettine: "Non si può pensare che un governo si tenga come organismo consultivo un comitato nominato dall'esecutivo precedente, deve esserci un rapporto fiduciario. Sarebbe diverso se il comitato dipendesse dal parlamento". Le polemiche hanno accompagnato il Cnb sin dalla nascita senza mai abbandonarlo: troppo forte la politicizzazione delle nomine, troppo poche le competenze scientifiche, troppo alta l'età media, troppo scarso il budget perché fosse possibile fare un buon lavoro. In vent'anni non sono mancati i tentativi per cambiare regole e mandato, e in qualche caso è sembrato che fosse possibile. Nel 1999 la riforma appariva imminente, tanto che si decise un mandato più breve per il Cnb insediato da Massimo D'Alema e presieduto da Giovanni Berlinguer. Quando il comitato è scaduto, però, la riforma non c'era ancora e non è mai arrivata. La presidenza Casavola ha coinciso con un sussulto di polemiche, prima che l'encefalogramma dell'attenzione mediatica e politica diventasse piatto e Brunetta staccasse la spina. Tornerà in vita, assicurano, ma non sappiamo quando ed è difficile immaginare che possa rinascere senza tare genetiche. Per quanti dibattiti colti si possano fare, schierandosi per l'approccio partecipativo in salsa danese o per il modello britannico dell'authority, mettersi a discutere di quale forma istituzionale debba darsi oggi la bioetica in Italia appare fiato sprecato. "La bioetica sta entrando in crisi in tutto il mondo", nota Neri. "L'appeal mediatico è sfumato e all'orizzonte non si profilano nuovi casi Dolly a ravvivare il fuoco", aggiunge Corbellini. Per risolvere i problemi posti quotidianamente dalla ricerca i filosofi morali servono a poco e probabilmente il comitato nominato da Barack Obama è un segno dei tempi: fuori i bioeticisti di professione, dentro i tecnici. Da noi invece è suonato il via libera tutti, proprio mentre abbiamo, per la prima volta nella storia, un sottosegretario con delega ai temi bioetici. Come anomalia, in tutta franchezza, potrebbe essere più grave la seconda.
PS Questo è quanto ho scritto per il Riformista del 12 maggio, anche se quando il giornale era in chiusura è arrivata una smentita di Palazzo Chigi e la redazione - come capita sempre in questi casi - l'ha inserita nel testo. Qui preferisco mettere direttamente il testo dell'agenzia:
(ASCA) - Roma, 11 mag - In merito alle notizie relative al Comitato nazionale di bioetica, la Presidenza del Consiglio in una nota precisa quanto segue: - la scadenza del Comitato avverra' il prossimo 27 agosto; - la data del 4 maggio scorso e' frutto soltanto di un equivoco, peraltro gia' chiarito dal Presidente Francesco Casavola; la Presidenza del Consiglio ritiene inoltre che il Comitato, in ragione della specifica natura e delle particolari e benemerite funzioni svolte nel campo della bioetica, non rientri nella disciplina dettata dal cosiddetto decreto Brunetta, che riguarda organismi di altro tipo. Su quest'ultimo parere sara' richiesto il parere del Consiglio di Stato.
Avendo parlato ieri pomeriggio con diversi membri del comitato e avendo visto con i miei occhi l'email di Casavola, non posso far altro che interpretare la smentita come un dietrofront.
