Leggo oggi sul Corriere e su Repubblica della polemica scaturita dalla proposta dell'assessore alla cultura della regione Sicilia di "privatizzare" la valle dei templi di Agrigento.
Approfondisco la lettura e la storia cambia un po' la sua fisionomia.
Non di privatizzazione si tratterebbe ma di affidamento a lungo termine a soggetti privati. Una sorta di project financing. Io ti affido la Valle dei Templi e tu, in cambio, compi interventi infrastutturali (strade, alberghi e quanto altro). Ma vediamo un po', al di là delle levate di scudi preconcette e ideologiche di cosa si dovrebbe (e potrebbe) trattare nella realtà. Uso il condizionale perché mi pare che la questione come riportata dai giornali sia poco chiara.
Non si tratta di vendita ai privati, procedura improbabile grazie a quanto stabilito dalle leggi italiane che escludono la possibilità per lo Stato, di alienare siti archeologici.
Sembrerebbe trattarsi piuttosto di un affidamento di servizi connessi alla fruizione, valorizzazione e tutela del sito, a uno o più soggetti privati. Un Global Service un po' più spinto. Ma sperimentazioni del genere sono già state fatte.
Mi sembrano altre le cose che devono lasciare perplessi e che rivelano l'elemento sinistro dell'intera vicenda.
Innanzi tutto è bizzarro che l'assessore alla cultura della regione Sicilia definisca la valle dei Templi o il teatro greco di Siracusa dei "siti turistici". Definirei Gardaland o la riviera romagnola siti turistici, ma non la valle dei Templi.
Trovo stravagante anche l'idea di usare un sito come la Valle dei Templi come contropartita per la costruzione di infrastrutture. Io ti do la Valle dei Templi e tu, in cambio, costruisci l'autostrada.
Bislacco è anche il ragionamento alla base della proposta.
In effetti, al netto di una affluenza di meno di 700 mila visitatori all'anno e di introiti che si aggirano intorno a 2,7 milioni di euro, mi domando per quale ragione un imprenditore privato dovrebbe prendersi la briga non solo di gestire il sito ma anche di regalare alla regione autostrade e alberghi.
Certo, gli alberghi li costruisci e poi li vendi, dalle autostrade ricavi i pedaggi. Ma allora mi sfugge per quale ragione dovrebbe anche accollarsi la gestione del "peso morto" rappresentato dalla Valle dei templi.
Mi direte: ma con la gestione privata visitatori e introiti potrebbero aumentare considerevolmente.
Rispondo. Non vedo perché ciò debba accadere.
Ma anche ammesso che questo accada, immaginiamo (con una certa fantasia) che si arrivi ai livelli del sito a pagamento più visitato del mondo (il Louvre) con 6 milioni di visitatori l'anno. Si tratterebbe di decuplicare il numero dei visitatori e certe cose non avvengono in 12 mesi. Ammettendo pure che si giunga a questo risultato in 5 anni (10 è più probabile) significherebbe raggiungere l'incredibile somma di circa 25 milioni di euro annui di introiti.
Non netti, questo è chiaro. Perché se si prende in gestione il sito, ci si accollano anche le spese: custodi, personale amministrativo, personale tecnico scientifico ecc. Non meno di un centinaio di unità di personale (senza esagerare) per una spesa che si aggira attorno ai 4 o 5 milioni di euro. Questo.
E poi le spese di manutenzione (restauri, consolidamenti, pulizie e quanto altro) che non ho idea a quanto ammontino ma direi svariati milioni di euro all'anno.
Si tenga presente che a fronte dei suoi 6 milioni di visitatori, il Louvre ha un budget di circa 140 milioni di euro.
Musei e siti archeologici rappresentano uno dei più clamorosi fallimenti del mercato. Gli introiti non possono in alcun modo coprire le spese. Sia che siano gestiti dalla mano pubblica che dal privato. Non è un caso che essi siano nella quasi totalità dei casi gestiti dalla mano pubblica, in nome della loro meritorietà, e che quando appartengono a soggetti privati che non hanno fini di lucro sono, in varia percentuale, sostenuti direttamente o indirettamente dal settore pubblico.
Tutto ciò, vale naturalmente, tenendo ferme le norme di tutela attualmente vigenti.
Tutto questo ha un senso sempreché la Regione Sicilia, non decida di fare un bel regalo a qualcuno accollandosi le passività e lasciando all'imprenditore i guadagni.
Nel qual caso, però, mi candiderei anche io alla gestione!
