Giancarlo Schirru mi segnala questa strepitosa dichiarazione del ministro ombra della cultura <sic> del Pd Vincenzo Cerami, perfettamente rappresentativa della (sotto)cultura di stampo economicistico e antiscientifico che ha da tempo colonizzato la sinistra <sic> italiana e che in questi anni ha teorizzato e promosso il processo di liceizzazione dell'Università.
"Basta con la demagogia. Non è vero che questo governo fa la lotta ai baroni", dichiara Vincenzo Cerami, ministro ombra dei Beni culturali, che incalza: "La ministra Gelmini, piuttosto che premiare i docenti che pubblicano in fantasmatiche case editrici il risultato delle loro ricerche, dovrebbe dare consistente valore alla didattica, che ad oggi non costituisce alcun punteggio nell'ambito della carriera universitaria". E aggiunge: "Gli studenti pagano l'onerosa retta per essere istruiti e non per il curriculum di presunta scientificità dei professori. Ella deve sapere che nel quasi cento per cento dei casi si tratta di pubblicazioni inutili, pretestuose e improvvisate a mero scopo carrieristico. Temiamo che questo governo voglia dare l'impressione di cambiare molto senza, in realtà, cambiare niente".
In effetti, perché perdere tempo a scrivere saggi noiosi di fisica quantistica o filologia romanza su riviste che non legge nessuno, quando gli studenti potrebbero applicarsi con profitto alla sceneggiatura di Johnny Stecchino?

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